Ti riconosci nell’idea che gli altri hanno di te?

Sei te stesso o sei quello che gli altri pensano di te?

Immagino che anche tu, quando eri ancora un bambino/a, hai dovuto lottare per la tua integrità, all’epoca dell’asilo potevi difenderti con il vecchio metodo dei picchiatori, oppure con le urla e i pianti, ma poi con il tempo hai dovuto imparare a sub liminare i tuoi istinti e adottare un comportamento socialmente accettabile, alla fine sei riuscito a differenziarti dagli altri, hai mosso i primi passi per essere chi volevi e hai combattuto per le tue convinzioni fino a sembrare arrogante, da adolescente avrai sviluppato delle convinzione e credenze che poi saranno diventate la base del tuo carattere e dei tuoi comportamenti; le convinzioni che hai assorbito come una spugna negli anni sono quelle che utilizzerai ogni volta che vorrai raccontare te stesso e riconoscere il mondo. Le convinzioni sono delle lenti che ti permettono di guardare il mondo attraverso un filtro diverso da chiunque altro. Le lenti che oggi indossi, sono il risultato di aggiustamenti, di convinzioni che nel tempo ti hanno fatto diventare TE; purtroppo a volte il filtro delle lenti tenderà a condizionare la tua vita e ti convincerà di possedere la certezza assoluta di come è giusto vivere; beh, questo è l’errore più grande che si possa commettere, infatti basterebbe, togliersi le lenti per comprendere che niente è realmente come sembra, la realtà è relativa ed esiste solo negli occhi di chi la guarda.

Ti basta pensare che nel mondo ogni persona  sviluppa credenze diverse dalle tue che restano un marchio personale per lui ed il suo sistema.

E come nascono le idee?

Le idee si creano quando la vita ti porta a confermare delle supposizioni che trovano conferma in un determinato evento e il tempo le indurisce rendendole stabili nella mente della persona che le sperimenta e quindi limitanti in alcuni contesti, infatti continueranno a confermare il tuo modo di vivere, perché ognuno ha la disperata esigenza di riconoscersi e perpetuare l’idea che ha di se stesso, nello stesso modo le idee su altre persone sono le stesse che si hanno di se stessi e del mondo, quindi si tende a proiettare sull’altro sentimenti e comportamenti che appartengono a se stessi.

 

Per esempio, un bambino che ha avuto delle figure di attaccamento distanti o poco attente alle cure, potrà sviluppare delle credenze in cui la vicinanza fisica con le persone non sia importante per sviluppare un sano rapporto di fiducia, infatti, ogni volta che da bambino, chiedeva un abbraccio ai suoi genitori, veniva respinto, sviluppando nel tempo, la credenza che per non essere rifiutato ed essere amato, deve mantenere la distanza fisica e allo stesso modo svilupperà la convinzione che le persone sono fredde e poco amabili.

Da questo esempio puoi immaginare quanto possa essere distruttiva una credenza.

Ritornando al dilemma iniziale, sapresti darti una risposta?

 

 

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