Pensieri intrusivi andate via!

Ogni giorno si è invasi da migliaia di pensieri, piacevoli o meno, utili o irrealistici, soltanto una piccola percentuale di essi compaiono nella mente per una personale sollecitazione: “devo ricordare di..” oppure “vorrei..”immagino di..”ed è il caso dei pensieri “coscienti” ovvero quelli che nascono dalla concreta consapevolezza a sperimentarli, eppure la maggior parte dei pensieri nascono liberi nella mente e rimangono in essa una media di 3-10 secondi per poi scomparire, a volte però, alcuni di questi, creano disagio, fastidio e insofferenza per il contenuto non accettabile a livello cosciente e creano un circolo vizioso dove l’ansia ne è padrona; quando ci si imbatte in pensieri indesiderati, si inizia a sperimentare la paura che questi si possano realizzare da un momento all’altro, facendo perdere a chi li vive il controllo sulla propria efficacia di agire e sulla capacità di scernere il possibile dall’improbabile.

Ma quando si può parlare di pensieri ossessivi?

Quando la persona per paura di pensare a quel pensiero inizia ad adottare strategie per evitarlo, arrivando a rompere il normale flusso dei pensieri, fino a diventare schiava di quello che potrebbe pensare, questa paura basterà ad innescare una risposta fisiologica di allerta e di ansia diffusa.

come si agisce per ridurre l’ansia?

La persona, come prima cosa si affiderà a dei rituali, ovvero dei comportamenti che utilizzerà come antidoto appena si presenterà nella mente il pensiero, il loro ripetersi riuscirà (anche de momentaneamente) a convincere la persona della sua efficacia e all’esaurirsi dello stato d’attivazione che a sua volta disinnescherà il pensiero e lascerà l’individuo a riprendere (anche se illusionalmente) il controllo sui propri pensieri e sul proprio sentire per ri-tornare nella condizione fisica precedente all’insorgenza del pensiero.
Questi pensieri ossessivi e la compulsività dei gesti per scongiurarli, può portare la persona ad un forte senso di impotenza e passività fino a fargli perdere, la propria autostima, il proprio senso di auto-efficace sulle proprie azioni e nei casi di scompenso maggiore ad una perdita del senso di realtà.

Quindi, come si possono interrompere i pensieri ossessivi?

Anche se si penserebbe utile cercare di scacciarli o bloccarli, sicuramente questa è la soluzione meno efficace anzi direi controproducente da utilizzare, infatti il solo fatto di imporsi di non pensarci è già un pensiero..

E allora cosa fare?

la cosa migliore da fare sarebbe riuscire ad accettare i propri pensieri e lasciarli scorrere nella testa senza dargli importanza, sembra una cosa facilmente attuabile, ma non è proprio così, infatti presuppone la piena consapevolezza del fatto che un pensiero non è altro che un pensiero e non un fatto reale del quale si deve avere timore e che la sua realizzabilità (soltanto se probabile) potrebbe sincerarsi solo in determinate situazioni e circostanze fuori da quello che si può controllare e decidere e quindi fuori dalla propria responsabilità. Una seconda strategia potrebbe essere quella di visualizzarsi come uno spettatore esterno all’evento e riuscire a vivere l’episodio in maniera distaccata e fredda, la terza strategia (invasiva) potrebbe essere quella di provare ad esporsi consapevolmente al problema, ovvero ritrovarsi nella situazione immaginata pericolosa per verificarne l’infondatezza ( questa tecnica si può svolgere solo se accompagnati dal terapia).

Premetto che tali pensieri possono insorgere per diverse cause e che non esistono ricette confezionate.
 

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