Dimmi la verità bugiardo!

Quante volte, ascoltando il tuo interlocutore parlare, ti è venuto il dubbio sulla veridicità dei fatti raccontati? eppure esiste una tecnica per smascherare una “bugia”, semplicemente dagli occhi.

Prima di capire come si è arrivati a questa conclusione è bene capire come il cervello influenzi i movimenti oculari, senza arrivare nella specificità dell’argomento, vorrei soffermarmi sulle funzione dei due emisferi cerebrali.

Per comprendere le funzioni del cervello è bene pensarlo diviso in due parti che agiscono sia in modo simmetrico, ovvero ognuno delle due comanda i movimenti muscolari della parte del corpo opposta ad essa, sia con delle funzioni asimmetriche, ad esempio il modo in cui ognuno di questi riesce a regolare e percepire la realtà.
L’ emisfero sinistro è considerato la parte del cervello “razionale”, quello che ci fa pensare analiticamente, sottolinea le differenze, è in grado di organizzare temporalmente gli eventi. Questo emisfero è quello che ci lascia procedere per logica ed è grazie a questo che siamo in grado di apprendere il linguaggio e parlare, al contrario l’emisfero destro è quello “creativo” atemporale (qui ed ora), globale, riconosce per somiglianza è concreto ed è l’emisfero dell’intuizione. È grazie a questo emisfero che percepiamo i suoni e apprendiamo la musica.
La cosa stupefacente è che entrambi comunicano continuamente tra loro, attraverso un ponte di fibre nervose e senza questo continuo scambio di informazioni sarebbe del tutto impossibile fare, anche le cose che consideriamo più semplici.

Ritornando agli occhi sembra maggiormente intuibile dopo questa spiegazione sommaria del motivo per cui lo sguardo del nostro interlocutore si muoverebbe da una parte all’altra, come se andasse a ripescare nell’emisfero dominante (in quel momento)le parole giuste da dire.

In parole semplici, se di fronte avrete un bugiardo, che vuole mentire, sarà facilmente scrutabile il suo movimento degli occhi verso destra, infatti abbiamo appena visto come questo emisfero sia il contenitore di immagini ed interpretazioni, al contrario chi guarderà a sinistra starà richiamando alla memoria dei ricordi effettivamente reali. Gli studiosi che più hanno dato importanza a questa tecnica sono Richard Bandler e John Grinder, gli ideatori della Programmazione neuro linguistica (PNL) che hanno cercato di creare il “dizionario dello sguardo” utilizzando i cosiddetti Eye Accessing Cues (EAC), ovvero, gli indicazioni oculari di accesso. Secondo la teoria, seguire il movimento dello sguardo del nostro interlocutore, è fondamentale per capire se sta dicendo una bugia, in tal caso vi propongo il seguente schema:

Se il vostro interlocutore volge..

lo sguardo a destra: sta mentendo

lo sguardo a destra in alto: sta inventando un’immagine, idea, storia.

lo sguardo a destra a livello delle orecchie: sta immaginando suoni

lo sguardo in basso a destra “cinestetico”: sta immaginano delle sensazioni mai provate.

lo guardo a sinistra: sta pensando

lo sguardo a sinistra in alto: sta richiamando un episodio reale in memoria

sguardo a sinistra a livello: sta ricordano suoni uditi in passato

lo sguardo a sinistra in basso: si sta aprendo a voi, sta mostrando i suoi sentimenti (è il dialogo con se stessi).

Inoltre se volete cimentarvi in maniera più globale dovreste fare caso anche a questi altri indicatori riferiti al vosto interlocutore:

lo sguardo fisso: vi sta studiando

occhi negli occhi: è interessato a quello che state dicendo

sguardo sfuggente: è intimorito, sta nascondendo qualcosa

pupille dilatate: ha un’attivazione fisiologica, o attrazione (piacevolezza) o ansia (sta mentendo)

Ricordo che non esiste nessuna fondatezza scientifica per questa tecnica, ma che è largamente utilizzata da diversi professionisti, quindi se volete cimentarvi nel capire il pensiero di una persona provate prima con delle domande di controllo, ovvero domande delle quali conoscete le risposte, solo in tal modo potrete verificare l’attendibilità dei suoi movimenti oculari.

Ricordo di tenere sempre a mente che i motivi che spingono una persona a mentire possono essere moltissimi e che vanno sempre ricondotti al contesto in cui la persona si trova e al rapporto che si ha con lei, inoltre è fondamentale discriminare le bugie in base alla loro gravità (che è del tutto personale) ma soprattutto è importante imparare a perdonare, senza per questo giustificare i bugiardi seriali, anzi in certi casi è opportuno tutelarsi ed evitate di diventare, insieme a loro, vittime delle loro bugie.

Come smascherare i bugiardi?

Fidati di te! Se hai scelto di leggere questo articolo per smascherare una persona in particolare ed è proprio la stessa persona che ti ha spinto ad interessarti al tema, potrei intuire che rappresenta anche una grande fonte di sofferenza, quindi questo potrebbe essere il primo segnale che la persona in questione ti lancia dei segnali ambigui.

Ma che bugiardo hai di fronte?

In realtà possimo distinguere due tipi di bugiardi:
1) Il bugiardo compulsivo, che spesso è una persona insicura, che cerca approvazione e conforto negli altri, utilizza la menzogna come forma di difesa per arginare sconfitte e la sua bassa autostima, sicuramente da bambino ha sviluppato questa forma di comunicazione per nascondere segreti familiari.
Per essere all’altezza degli altri, tende ad esaltare la sua vita, inventando scenari fanstastici e sorprendenti, mente anche sulle piccole cose ed è per questo facile da smascherare.
2) Il bugiardo patologico: contrariamente al tipo precedente mente consapevolmente per manipolare, quindi semplicemente per ottenere qualcosa dal suo interlocutore.
In questi casi il bugiardo mentirà anche davanti all’evidenza e scatterà con rabbia perché messo in discussione, nei casi peggiori il bugiardo potrebbe perdere il senso di realtà costruendo una vita immaginaria.
Le bugie patologiche sono spesso il campanello di allarme di alcuni disturbi di personalità (DP) appartenenti al cluster b (dsm5) ovvero il DP istrionico, il DPborderline, il DP narcisista ed il DP antisociale.

Come si distinguono le bugie nei tre casi?
Ogni personalità mente in maniera diversa, fondamentale è discriminare in base alle diverse finalità.
Le bugie nel DP narcisista sono autoreferenziali e sono facilmente rintracciabili dalla grandiosita delle (sue) opere;
Le bugie della personalità istrionica sono volte ad eliminare ogni possibilità di perdere la persona amata, quindi il tema dell’essere abbandonati è sempre presente, come lo sono le bugie che risultano approssimative e grossolane prive di particolari e facilmente smascherabili; le bugie del DP borderline sono utilizzate per mascherare la dura realta (che potrebbe essere dipendenza da sostanze psicotrope o alcool) oppure essendo persone vendicative, le bugie potrebbero essere utilizzate per diffondere dicerie.
Il distrubo antisociale di personalità utilizza le bugie per manipolare gli altri nel raggiungere i propri intenti o per evadere da norme sociali o leggi considerate inappropriate.

In ciascuno di questi casi, ci troviamo di fronte a dei disturbi di personalità, quindi individui che necessitano di un sostegno terapeutico (a volte anche farmacologico) volto a regolare le emozioni.

È quindi fondamentale non giocare ad “etichettare” le persone come “disturbate” poiché solo un professionista è in grado di valutare se una persona è affetta da un disturbo di personalità.

Ilaria Pavoni

Link utili:
http://www.journal-psychoanalysis.eu/i-disturbi-di-personalita-nel-dsm-5/

http://www.efficacemente.com/2013/06/leggere-pensiero/

http://www.riza.it/psicologia/tu/2368/cervello-emisfero-destro-e-sinistro.html

“Il bugiardo patologico, come riconoscerlo e difendersi” Lina Andreozzi

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