Mi sento in colpa!!!

Ti senti in colpa per ogni cosa? Non riesci ad essere spensierato al 100% ?

I sensi di colpa sono una modalità di riflessione che utilizziamo per definire i nostri limiti, sono il campanello d’allarme che suona dentro di noi quando stiamo facendo qualcosa che va oltre la nostra morale o contro le aspettative degli altri. E’ importante ricordare che tutti NOI sperimentiamo il “senso di colpa” chi più e chi meno, e  per intenderci è quel groppone allo stomaco che ci logora pancia e cervello, che ci blocca in una spirale di pensieri, immagini, azioni del passato che non accettiamo e che in realtà non hanno una via d’uscita (il passato non potrà mai essere cambiato)  e ci impediscono di vivere appieno il presente.

Ma come fare per spezzare questo circolo vizioso?

Quando sperimentare il senso di colpa, diventa un modo abituale di agire e comportarsi tanto da limitare le nostre attività, significa che è arrivato il momento di intervenire e spezzare questo comportamento contro-producente per il nostro benessere, ma per fare questo è importante prima capire quali sono le personalità che maggiormente sono vittime del senso di colpa.

Nella psicologia cognitivista post-razionalista di Guidano, possiamo distinguere due organizzazioni di significato personale (OSP) maggiormente sensibili al senso di colpa:

  • OSP Ossessiva: in questa organizzazione, il senso di colpa nasce dalla severità dei genitori, che imponendo al figlio degli standard troppo elevati per la sua età, inizia a sperimentare la colpa per non essere all’altezza del compito dato dai genitori, questi, senza volerlo, impongono al bambino, in maniera subdola e sottile, delle norme morali rigide e difficili da rispettare, riuscendo a far sentire il figlio sempre inadeguato; Sono genitori che per esercitare il controllo sul figlio, utilizzano il “vittimismo”, ovvero lo rendono continuamente responsabile di quello che succede:“Se questa sera esci sta sicuro che mi viene un coccolone”, “volevo riposarmi, ma per colpa tua che hai sporcato ora dovrò alzarmi e pulire di nuovo”; Questo insieme di comportamenti, potrebbero far crescere nel bambino un grande senso del dovere e della responsabilità, tanto da dover controllare “qualsiasi cosa nella propria vita” diventando rigido e predisposto a punirsi sperimentando il senso di colpa.

Come riconoscerlo: bambini super responsabili, che definiresti “un piccolo ometto o una piccola donna”.

CONSIGLIO

Staccati dall’idea di onnipotenza che hai di te, nonostante tu faccia tutto alla lettera, ci sarà sempre la volta che sbaglierai, quindi impara a spostare il tuo focus of control interno anche all’esterno, ovvero attribuisci la responsabilità di ciò che accade anche ad altro. Vivi Il momento.

  • OSP DAP: Nella persona con un’organizzazione di significato personale Disturbi alimentari psicogeni, il senso di colpa, si manifesta quando non si aderisce al modello perfezionistico dei genitori; il bambino inizia a sentirsi in colpa, quando non sente quello che sente il genitore, quando non si comporta come il genitore, infatti, in questa famiglia è fondamentale che tutti i membri la pensino ugualmente (famiglie invischiate) e quando il bambino non avrà l’approvazione dall’altro, avvertirà un senso di colpa che minerà la sua sicurezza; ne sono esempio quei bambini cresciuti con genitori che hanno definito le proprie emozioni: “guarda che faccia, dovresti essere felice stiamo andando al parco!”; bambini, spersonalizzati, che con il tempo hanno imparato ad essere come la propria figura di attaccamento, poiché pensare ed agire come “questa” era l’unico modo per ottenere dei vantaggi ed essere riconosciuto come individuo.

Come riconoscerlo: appare agli occhi di tutti come una persona perfetta, buona, sempre disponibile e gentile, non si arrabbia mai.

In entrambi i casi è fondamentale imparare a dire di no, nel primo caso per imparare a togliersi le responsabilità di dosso, mentre nel secondo per imparare a definire i limiti di sé con l’altro ed imparare ad esprimere ciò che si vuole veramente, senza aver paura di non essere accettato. Inoltre è fondamentale spezzare i vecchi modelli comportamentali,  nel primo caso, è utile imparare a scherzare su se stessi, sui propri difetti e imparare a prendersi meno sul serio, (esempio iscriversi in un corso di teatro comico) per il secondo tipo è fondamentale mostrarsi per quello che si è davvero, senza mostrare sempre quella corazza di apparenza.

IMPORTANTE: Le organizzazioni di significato personale (OSP) sono soltanto uno strumento che gli psicoterapeuti cognitivisti post-razionalisti utilizzano per inquadrare la persona che hanno di fronte, per loro, ogni persona ha una OSP e questo non significa avere una patologia o un disturbo. In realtà potremmo dire che esistono tante organizzazioni di significato personale quante sono le persone nel mondo, ma non sarebbe uno strumento efficace per semplificare il lavoro del terapeuta e per questo, molti utilizzano il modello di Guidano con 4 tipi di osp, che rappresentano quattro tipi di personalità. Ognuno di noi possiede qualcosa di ogni organizzazione, ma in ognuno ne prevale una (il modo in cui la persona chiude i suoi racconti) che può riconoscere soltanto un esperto che ne possiede gli strumenti, spesso neppure si dichiara al paziente in che OSP rientra non essendo importante per lui ai fini del percorso terapeutico, ribadendo che rimane uno strumento soltanto per il terapeuta; quindi avere un OSP Ossessiva o un OSP Dap non significa che si è affetti da un disturbo di personalità ossessivo compulsivo e tanto meno che si abbiano dei problemi legati all’alimentazione, semplicemente significa che, negli anni si sono sviluppati dei modi di pensare ed agire che rientrano in un’organizzazione, piuttosto che in un’altra.

Dott. Ilaria Pavoni

Bibliografia: Manuale di psicoterapia cognitivo interpersonale. Prospettive di integrazione. Tonino Cantelmi

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