Come vivere le emozioni senza farsi sovrastare

Spesso quando si parla di emozioni si ha sempre tanta difficoltà a decodificarle ed accettarle, infatti il più delle volte ci si sofferma sul sintomo o sul distretto corporeo che interessano senza realmente capire cosa sta accadendo nel preciso momento in cui affiora quel turbine emotivo che sovrasta, ma in quel momento ricordate che non è solo il corpo a cambiare, ma è anche la percezione di sè.

Sarebbe quindi opportuno riuscire a capire non solo come ci si sente fisicamente di fronte a certe emozioni ma sentire come si percepisce se stessi in quel momento, come oscilla l’idea che abbiamo di noi stessi, se quell’emozione ci imbarazza, rende ridicoli, ci fa sentire deboli o venire i sensi di colpa o addirittura percepire come persone non degne d’amore.

Questo perché le emozioni nascono proprio da chi siamo e dai valori che abbiamo, così persone più sensibili al tema del giudizio, nel provare un emozione “tabu” come la rabbia si sentiranno inadeguati e tenderanno a reprimerla o non viverla nel modo più adeguato, sviluppando il più delle volte malattie psicosomatiche (che possono coinvolgere diversi sistemi: cardiovascolare, respiratorio, gastrointestinale, disturbi dell’alimentazione, sistema cutaneo, muscolo scheletrico, genito-urinario, sistema endocrino), proprio per questo è importante riconoscerle e lasciarle fluire.

1) La prima cosa da fare è soffermarci sul distretto corporeo interessato, già questo sarà spia dell’emozione che si prova: per esempio i battiti del cuore accellerati, il nodo alla gola, e la sudorazione sono i segnali che il corpo ci manda quando siamo in “allarme” e abbiamo paura.

2) Una volta individuata l’emozione possiamo lasciarla fluire in modo gentile non ostacolante e non giudicante, come nell’esempio precedente, come se avessimo bisogno in quel momento della “paura” per renderci conto che esiste per noi un pericolo, un qualcosa che ci spaventa e che non sappiamo affrontare; quindi è fondamentale riuscire a vivere l’emozione come un segnale positivo che il nostro corpo ci invia, come una richiesta di aiuto che dovremmo imparare ad accogliere soffermandoci e facendoci alcune domande sulla nostra condizione di vita attuale.Lasciare fluire le emozioni in maniera consapevole ed usarle in maniera strumentale per conoscere meglio le  nostre arie di miglioramento è l’unico modo per accettarle e riuscire a viverle in maniera costruttiva.

3) Nel momento acuto dell’emozione ricordati di respirare in maniera diaframmatica, come i cantanti, si inspira con il naso gonfiando l’addome volontariamente e si espira con la bocca socchiusa fino a portare in dentro l’ombelico. Questo ti aiuterà ad abbassare la violenza dell’emozione qualunque essa sia!!! 

N.B. Potrai esercitarti quando vorrai a respirare in modo diaframmatico, questo ti aiuterà a rilassarti, infatti questo tipo di respirazione, utilizzata anche nella meditazione è più profonda e lenta di quella toracica che rimane superficiale e veloce, quindi permette di ossigenare meglio il sangue, rilassare la pancia e migliorare la digestione portando ad una riduzione graduale dello stress; quindi ritagliati ogni giorno alcuni minuti per praticarla.

4) Passato il momento acuto dell’emozione, rifletti su te stesso, sul periodo in cui ti trovi (non trascurare i dettagli), poni la tua attenzione su come ti fa sentire provare questa emozione e tutte le strategie che potrai adottare un futuro per viverla in maniera positiva. Ricordati che ogni volta che ti interroghi apri una finestra dentro di te che ti aiuta ad essere una persona migliore e ad essere più tollerante con le emozioni degli altri!

Inoltre sia le emozioni piacevoli che non sono essenziali per orientare a nosta vita, e ci ricordano da dove veniamo e la strada che finora abbiamo percorso…quindi non possiamo non apprezzarle e viverle, anche la tristezza è un emozione che ha bisogno di vivere, perché solo vivendola si può imparare a reagire!
Dott.ssa Ilaria Pavoni

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