I disturbi alimentari

Quanti disturbi legati all’alimentazione conoscete?

In realtà oltre all’anoressia, bulimia e obesità, oggi se ne aggiungono di nuovi, come il vomiting, ortoressia e il binge eating.

Facendo una panoramica possiamo dire che i primi disturbi, quelli maggiormente conosciuti richiamano il tema del controllo nel mangiare, evidenziando un atteggiamento attivo e sfidante per chi lotta per magrezza estrema e una resa passiva all’estremo opposto (obesità).

Il punto interessante è che in realtà, l’obesità è il rovescio della medaglia dell’anoressia, quindi ogni persona con disturbi alimentari di questo tipo può oscillare da un lato all’altro, perchè quello che domina in realtà è l’idea che la persona ha di sè, immagine positiva o negativa, come se si viaggiasse sempre in una dicotomia perversa, questo perchè dietro il cibo c’è molto altro, per esempio l’accettazione dell’altro, lo sforzo continuo e persistente alla perfezione, fenomeno sicuramente ampliato dai modelli proposti dalla società consumistica in cui viviamo, dove tutto è futile, come un corpo, che diventa un mezzo per essere.

Alla stregua di questo fenomeno nascono gli altri disturbi che affondano il piacere nel provare sensazioni forti attraverso l’uso improprio di cibo, il vomiting è un esempio, a differenza della bulimia, questo disturbo è legato al piacere stesso di vomitare in modo autoindotto le persone lo associando ad una perdita di controllo emozionante ed eccitante, il binge eating (abbuffata) è invece il piacere di pianificare il momento in cui si decide di perdere il controllo, questo disturbo è legato alla maniacalità della preparazione, l’ultimo non meno importante è l’ortoressia, il disturbo legato alla scelta ossessiva dei cibi da ingerire, quindi legato maggiormente ad una componente ossessiva, che veramente cattura tutte le energie. Parlare di disturbi alimentare in un articolo risulta alquanto riduttivo essendo ad oggi un argomento sempre più delicato e vicino ai più giovani.

L’unico modo per riuscire a combattere un disturbo alimentare grave è affidarsi ad un professionista, perchè in gioco non è la propria immagine ma la propria vita.

Dott.ssa Ilaria Pavoni psicologa

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