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Momento minfulness!!!

Un momento di gentilezza per noi stessi! 😌

👇🏼Ci tengo ad inserire il testo completo di questa meditazione sull’autocompassione che ho ascoltato dalla collega Chiara Rossi.

🧘🏻‍♂️🧘🏾‍♀️Ps: potete recitarlo ad alta voce oppure se preferite rilassarvi con gli occhi chiusi potete registrarvi e riascoltarvi in un secondo momento.

Buona minfulness!!!💓💞

Inizia mettendoti seduto sul pavimento o su una sedia in posizione comoda ma eretta chiudi i tuoi occhi e senti il tuo corpo in contatto con le superfici sotto di te, rimani un attimo in silenzio, nota il tuo respiro quando immetti aria nei tuoi polmoni e nella tua pancia e lascialo andare, inspira ed espira e senti il tuo respiro muoversi nel tuo corpo, la tua pancia si espande gradualmente quando inserisci l’aria e poi si rilassa e scende quando la butti fuori con delicatezza, metti una o entrambe le mani sopra il tuo cuore inziando a sentire una sensazione di gentilezza, di calore, di supporto e di autocompassione verso di te, pensa a qualcosa con cui stai lottando in questo momendo per cui stai provando sofferenza per cui magari ti stai anche bastonando e prova a ripetere le prossime frasi che dirò con gentilezza, benevolenza, calore e supporto pensando a te stesso curandoti, di a te stesso:” sto avendo un momento difficile ora, tutti si sentono in questo modo qualche volta, che possa essere benevolo con me stesso in questo momento, che possa essere gentile, che possa dare a me stesso la comprensione e la benevolezza di cui ho bisogno, che possa dare a me stesso la compassione che mi serve, prova ancora una volta ad indirizzare verso di te compassione gentilezza calore e benevolezza e ripetere di nuovo, sto avendo un periodo difficile ora, è dura in questo adesso, a tutti capita di sentirsi cosi ogni tanto che possa essere comprensibile e gentile con me stesso e che possa dare a me stesso la compassione di cui ho bisogno prova ad accettare veramente la compassione che stai dando a te stesso, non respingerla, falla entrare sentila passare dalle tue mani fino al tuo cuore, ripeti: “che io possa essere gentile con me stesso e che possa dare la compassoone di cui ho bisogno, senti come questo calore invade tutto il tuo corpo, tutto il tuo essere.

Ora riprendi a sentire i suoni della tua stanza, la sensazione di contatto con le superfici sui cui sei seduto o sdraiato e quando sei pronto apri gli occhi e prova a proseguire la giornata continuando a percepire questa sentimento e sensazione di benevolenza verso te stesso.

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Riconoscersi allo specchio: quando il bambino acquista il senso di sé

Nell’età prescolare (fino a 5-6 anni) il bambino non ha ancora avuto modo di sviluppare il senso di sé, infatti, i suoi processi cognitivi nei primi anni di vita sono schemi sensomotori fusi di sensazioni base e rappresentazioni immaginative. La sua attenzione è limitata alla situazione cognitiva esistente, la conseguenza più rilevante di questa attività cognitiva infantile è l’incapacità del soggetto a differenziarsi dall’ambiente esterno. In questa prima fase, infatti il bambino è profondamente centrato su di sé -atteggiamente legato al soggetto (Strauss e Lewin, 1981); anche se le sue capacità cognitive sono maggiori rispetto a quanto tradizionalmente si pensa, appare comprensibile che i primo due anni di vita rappresentano il periodo in cui vengono ad elaborarsi i requisiti di base su cui fondare l’ulteriore sviluppo della conoscenza del sé: la demarcazione di un senso di sé come separato dalle altre persone, soltanto in questo momento diventeranno percepibili come entità fisiche distinte da sé per cui il bambino potrà iniziare ad attribuirgli caratteristiche proprie.

Quando avviene la demarcazione del sé avviene anche il riconoscimento allo specchio (intorno ai 2 anni).

Il processo di riconoscimento è generalmente raggiunto quando il senso di sé é andato a circoscriversi e viene integrato con il senso di permanenza e continuità nel tempo (stagio piagetiano – permanenza dell’oggetto).

Riconoscersi quindi, non è un meccanismo semplice, ma corrisponde ad un processo di ordinamento autoreferenziale che richiede lo sviluppo di diverse abilità.

Il riconoscimento del sé, non consiste solo in una demarcazione cognitiva tra sé e il non-sé, ma implica anche una disposizione emotiva verso il non-sé identificato, che decrive la tonalità emotiva di fondo nei confronti del mondo sociale e quindi fiducia di base (Erikson, 1950).