Qual è il copione della tua vita?

Ogni storia che tu abbia ascoltato da bambino inizia con: ” c’era una volta..” il seguito è sempre da costruire, ma se l’inizio è uguale per tutte le fiabe e quindi anche per la tua, non si può dire lo stesso per il finale, che non è poi così scontato sia :“e vissero felici e contenti“.

Secondo Berne, medico e psicoterapeuta, padre fondatore dell’analisi transazionale e del copione di vita, ogni persona intorno ai 4 anni ha già una bozza di copione di vita ma a 7 anni è pronto per metterlo in scena.

Il copione infatti è influenzato da: come i genitori vedono e come vorrebbero i propri figli, il loro copioni di vita, dal patrimonio genetico, l’imprinting primordiale, dal gioco e l’imitazione infantile, l’addestramento parentale, la sottomissione sociale e la creatività spontanea.

Il copione di vita è un progetto di vita inconscio che spinge ogni persona a seguire la strada imposta, che può essere di un destino glorioso e quindi da vincitore oppure porterà ad una fine tragica da perdente.

Il fatto curioso è che nonostante il mondo sia pieno di persone, il copione di vita sceglierà al proprio posto chi avere al fianco, così ci si accompagnerà con persone che reciteranno ruoli volti a portare o alla gloria o alla rovina.

(Di solito persone con copioni vincenti si avvicineranno a persone con copioni vincenti e persone con copioni perdenti si avvicineranno a persone simili)

Quindi il proprio destino è segnato da azioni volte a confermare il copione che hanno scritto i propri genitori attraverso i loro desideri e aspirazioni, e tutta questa immaginazione ha inizio nel momento del concepimento e subito dopo con la messa in atto di queste, attraverso le parole usate e le azioni che faranno credere che quella e l’unica possibilità di vita che si poteva meritare.

Si può cambiare un copione di vita?

Si può strappare un copione da perdente o rospo/ranocchia e scriverne uno nuovo da principe/principessa?

La risposta è Si, attraverso una attenta riflessione ed autosservazione o semplicemente attraverso un percorso terapeutico, dove si potrà far luce su quegli aspetti ricorsivi che portano la persona a stare sempre male per le stesse cose.

Esercitazione (più semplice se fatto scrivendo)

1) Se la tua vita familiare fosse rappresentata su un palcoscenico, che tipo ti lavoro teatrale pensi che sarebbe? Come si comporterrebbero i personaggi? Racconta la storia e il finale

2) Qual’è il personaggio preferito (reale, favola, film). In questo esercizio è importante interpretare o scrivere in prima persona il personaggio e la sua storia mettendo in luce le cose che lo attirano e quello che lo spaventano

In entrambi gli esercizi è importante mettere in luce le similitudini tra la storia raccontata e la propria vita reale, le virtù, che non ne fanno parte ma che si vorrebbero invece avere.

Conoscere il proprio copione di vita ti libera da una storia che non hai scelto!

Dott.ssa Ilaria Pavoni

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