psicoterapeuta

Le applicazioni che esorcizzano le nostre paure!

Oggi voglio parlare della nuova app in voga tra artisti e personaggi famosi…#Faceapp!

..”Alzi la mano chi non ha provato ad invecchiarsi e vedersi tra 40 anni!”

Mi ha incuriosito molto questa “moda” perché dietro il gioco c’è sempre qualcosa! Noi psicologi siamo abituati a vedere sempre oltre, e trovare il profondo anche nelle cose semplici e goleardiche come una semplice app, ma l’interesse massiccio nel vederci nel futuro mi ha stupito! Infatti spesso si parla di difficoltà nel vivere qui ed ora..e se negli anni ‘90 le generazioni erano particolarmente bloccate nei tempi “passati” nelle memorie e nei ricordi, ad oggi l’interesse sembra essere quello di “bruciare le tappe” dimenticare le proprie radici per proiettarsi in un tempo senza tempo futuro che distrugge l’attaccamento alla realtà.

Penso che da una parte vedersi da anziani possa tranquillizzare da quella paura delle incognite della vita, è un pò come giocarsi la possibilità di sopravvivenza alla morte. D’altronde chi non è spaventato dalla vecchiaia e dalla morte? Questa applicazione mi fa venire in mente il gioco simbolico che mettono in atto i bambini quando scoprono il concetto di morte e iniziano a mettersi nei panni degli adulti che sperimentano un lutto: emulando un film, una scena…questo è catartico per loro, diventa un’esorcizzazione alle paure, infatti, c’è una fase di vita in cui i piccoli si appassionano ai film horror, questo proprio perché sperimentare le emozioni degli “altri” li aiuta ad acquisire consapevolezza sulle proprie competenze e a sviluppare in seguito una propria teoria della mente! Credo che questa app ci aiuti un pò in questo, infatti guardare la nostra faccia da anziani ci aiuta a fantasticare sul nostro futuro e a guardare con distacco le nostre paure, direi che è consolatorio.

Il motivo reale per cui volevo spendere due parole su questa app è perché credo che se da una parte vorremmo arrivare tutti a vivere la terza età ad oggi è ancora una cosa che spaventa molto. Specialmente in una società performante, che nega la vecchiaia, si va in pensione sempre più tardi proprio per allungare il periodo dell’età adulta e prendere sempre di più le distanze dall’entrata alla terza età. Non dimentichiamo che questa società non è fatta per gli anziani che spesso si trovano a vivere sia nei margini sociali ed economici, e vengono considerati un fardello sociale! quindi e importante parlare di questo tema specialmente ora che è estate e queste persone possono restare particolarmente sole non potendo viaggiare e stare con i propri famigliari e sentirsi maggiormente escluse e tristi! Quindi ho una speranza: che questa applicazione ci possa aiutare ad empatizzare di più con i bisogni dei nostri cari vecchietti, che vedere il nostro sè anziano ci aiuti a leggere in loro di più i desideri e le paure e diventare quindi più umani con i “vecchi” che hanno bisogno di noi!

Nella prima foto, io da anziana, nella seconda, io e nonno♥️