psicoterapeuta

Persone Vincenti VS Persone Perdenti

In questo articolo parlerò del motivo per cui certe persone sono delle vere vincenti mentre altre sono perdenti. Prima conosceremo entrambe le tipologie di personalità e successivamente ne approfondirò le differenze ma soprattutto ti dirò come trasformarti in vincente.

Quante volte ti sarei domandato come mai certe persone risultano vincenti in tutto quello che fanno, mentre altre sembra che tutto quello che tocchino diventi fango?

Ovviamente in ognuno di noi c’è una parte da vincenti e da perdenti è impossibile pensare di essere totalmente gli uni o gli altri…però c’è in ogni persona una tendenza che prevale.

Cosa si intende con le parole “vincente” e “perdente”?

Vincente è una persona capace di reagire in modo autentico, chi è credibile, degno di fiducia, sensibile, genuino, sia come individuo che come parte della società.

Il perdente è chi non riesce ad agire con autenticità, ovvero indossa una maschera e non segue la sua naturale inclinazione.

Ogni vincente ha diverse potenzialità di vittoria, ma questa non sta nel successo ma nell’autenticità.

Vediamo qui sotto uno schema che semplifica i due identikit:

Da questo schema vediamo che sebbene “si nasca per vincere” si nasce anche indifesi e totalmente dipendenti dall’ambiente.

I vincenti riescono a passare dalla totale impotenza all’indipendenza e quindi all’interdipendenza, mentre i perdenti non ci riescono.

Come si diventa “perdenti”?

Fin da piccoli, il bambino inizia a collezionare esperienze positive e negative perlopiù legate alle sue figure di accudimento, infatti questi anni saranno significativi per avquistare un’immagina di sé vincente o perdente.

In questo ultimo caso, per esempio, la mancata risposta ai bisogni di dipendenza, una scarsa nutrizione, la brutalità, poco felici rapporti affettivi, malattie, delusioni continue, cure fisiche inadeguate, ed eventi traumatici sono alcune tra le molteplici esperienze che possono contribuire a creare dei futuri adulti perdenti.

Simili esperienze interrompono, arrestano, impediscono il normale progresso verso l’autonomia e l’autorealizzazione.

Proprio per questo il perdente, per far fronte alle esperienze negative, sin da bambino impara a manipolare.

I perdenti quindi imparano a simulare, manipolare, perpetuare vecchi ruoli dell’infanzia anche da adulti. Investono le loro energie a celarsi dietro una maschera, per offrire all’esterno un volto diverso.

“Favorire il falso sé è una cosa che avviene sempre a spese del sé reale; trattiamo quest’ultimo con disprezzo o al massimo come un parente povero”. Cit. Karen Horney

Questa citazione è importante per capire che i perdenti che simulano, danno più importanza alla loro esibizione piuttosto che alla realtà.

I perdenti reprimono le loro capacità di esprimersi adeguatamente secondo tutta la gamma dei propri comportamenti. Non riescono neppure a vedere le grandi possibilità a loro disposizione per una linea di vita più produttiva, più appagante.

Impauriti dalle novità tendono a mantenere lo status quo. Sono ripetitivi, perpetuano non solo gli errori ma spesso anche quelli della loro famiglia e della loro cultura.

Gran parte del loro potenziale rimane assopito, non realizzato, non riconosciuto.

Come il “principe ranocchio” della favola, sono legati da un incantesimo e la loro vita non è quella che poteva essere.

Ma buona notizia 🙂 si può cambiare!

Siamo noi gli unici artefici del nostro destino e possiamo cambiare il modo di vedere la nostra vita, gli altri, il mondo!

Quindi concediti di essere te stesso, posa quella maschera di compiacenza, di rigidità e comportati come avresti fatto da bambino e se anche da bambino eri controllato prova ad immaginarti come un bambino spontaneo che agisce senza paura di essere sgridato, giudicato, umiliato, biasimato e rompi la tua routine da perdente, introietta dentro di te l’immagine di un nuovo bambino spontaneo che ogni tanto ha bisogno di uscir fuori per godersi la vita.

Puoi anche fare degli esperimenti, per esempio prova ad iniziare una conversazione dove dici quello che realmente pensi, senza prevaricare e/o aggredire l’altro ma con sincero interesse nell’aprire il vero te all’altro e conoscere a tua volta l’altro per le sue peculiarità; mentre ascolti l’altro che parla, interessati DAVVERO a quello che dice e sospendi il giudizio (spesso è proprio chi ha paura di essere giudicato che impara a giudicare per difendersi) esci da questo schema antico, e creane di nuovi, vedrai come ti sentirai meglio!!!

Si può sempre RICOMINCIARE ad essere FELICI♥️

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