psicoterapeuta

L’attaccamento secondo Patricia Crittenden

In questo articolo parlerò dell tema attaccamento secondo Patricia Crittenden.

Quante volte avrete sentito parlare di attaccamento?

In psicologia l’attaccamento è uno degli argomenti più importanti per conoscere la persona che si ha davanti.

Per questo oggi voglio porre il focus sul MODELLO DINAMICO MATURATIVO (DMM) DI PATRICIA CRITTENDEN un’allieva di Mary Ainsworth.

Il modello circolare della Crittenden è diviso tra configurazioni “Cognitive” e “Affettive”.

Ovvero agli estremi del continuum del modello possiamo trovare, bambini cresciuti in famiglie anaffettive che si affidano solo alla ragione (tipo A) e bambini cresciuti in famiglie emotive e poco razionali (Tipo C).

Tra questi due estremi esistono diverse sfumature tra cui l’attaccamento di tipo B, nel quale coesistono entrambi gli elementi razionali che emotivi.

Il modello della Crittenden viene chiamato dinamico perché da particolare importanza ai mutamenti nella qualità dell’attaccamento nei diversi stadi evolutivi. Negli anni si può variare.

Vediamo meglio i vari tipi di attaccamento:

• Tipo B (sicuro equilibrato) Le strategie familiari B sono equilibrate, ovvero il bambino impara ad integrare risposte cognitive ed affettive. I genitori sono sempre disponibili a rispondere ai bisogni dei figli e sono la base sicura che permette al bambino di esplorare l’ambiente senza preoccupazioni, infatti, il bambino avrà la sicurezza di trovare sempre conforto cognitivo ed affettivo nei genitori.

• Tipo A (evitante) inteso come soggetto che inibisce le manifestazioni affettive negative e si comporta in modi prevedibili. I bambini evitanti assumono nei confronti dei genitori dei comportamenti che presentano inversioni di ruolo e li assecondano con modalità di obbedienza compulsiva per non perdere il loro amore e la loro attenzione. Gli evitanti possono essere bambini (compulsivamente accudenti) che hanno genitori ritirati, poco responsivi, depressi. La loro strategia è di nascondere i loro stati affettivi negativi, con lo scopo di evitare un sovraccarico del genitore che di per sé è già sgomentato configurando l’inversione dei ruoli.

I bambini con attaccamento evitante possono anche essere (compulsivamente obbedienti) se hanno genitori aggressivi, ostili, punitivi.

In questo caso, hanno imparato ad osservare con molta attenzione il genitore per capire cosa lui vuole in ogni dato momento e non appena lo capisce obbedisce. Non importa ciò che sente o ciò che vuole il bambino stesso, egli fa ciò che mantiene il genitore in uno stato di soddisfazione. Tutti i bambini che utilizzano strategie A possono prevedere in maniera precisa cosa sta per fare il genitore e usare manifestazioni affettive falsamente positive per impedire risultati negativi, i loro veri sentimenti vengono nascosti attentamente.

I bambini con attaccamento A hanno imparato ad affidarsi alla “ragione” a discapito della parte emotiva.

• Tipo C (ambivalente) i bambini che hanno questo tipo di attaccamento possono diventare dipendenti, collerici o paurosi poiché le figure di attaccamento sono incostanti e non riescono a dare loro una prevedibilità dei comportamenti creando incomprensioni.

I bambini con attaccamento C, possono essere (aggressivi) o apparire (fintamente incompetenti) deboli, passivi, incapaci di fare qualunque cosa.

Il risultato di queste manifestazioni affettive amplificate è di attrarre l’attenzione delle figure di attaccamento. Quando l’attenzione dei genitori sta per diminuire loro passano nel versante opposto di manifestazioni affettive: chi fino a quel momento si è mostrato aggressivo diventerà mansueto e vulnerabile, mentre che era debole ed incompetente diventerà rivendicativo e offeso. In queste oscillazioni si riesce a mantenere alta l’attenzione dell’adulto.

Questo argomento è molto vasto e quindi risulta impossibile dare tutte le informazioni specifiche attraverso un articolo, ma ci tenevo a darvi una prima infarinatura su un tema così importante.

Se vi fa piacere approfondire l’argomento scrivetemi sui commenti o in direct.

Dott.ssa Ilaria Pavoni

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